﻿{"id":218,"date":"2017-12-15T18:19:10","date_gmt":"2017-12-15T17:19:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.benedettineitaliane.org\/news\/?p=218"},"modified":"2017-12-15T18:19:10","modified_gmt":"2017-12-15T17:19:10","slug":"lucia-vantini-genealogie-femminili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.benedettineitaliane.org\/news\/2017\/12\/15\/lucia-vantini-genealogie-femminili\/","title":{"rendered":"Lucia Vantini &#8220;Genealogie femminili&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"post-title entry-title\">Lucia Vantini &#8220;Genealogie femminili&#8221;<\/h3>\n<hr \/>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-header-line-1\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-body entry-content\">\n<div class=\"separator\"><a href=\"http:\/\/www.ilregno.it\/posts\/foto-per%20post%20genealogie%20marinella%20perroni-ia7h6i.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.ilregno.it\/posts\/foto-per%20post%20genealogie%20marinella%20perroni-ia7h6i.jpg\" width=\"400\" height=\"300\" border=\"0\" data-original-height=\"375\" data-original-width=\"500\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-body entry-content\"><a href=\"http:\/\/www.ilregno.it\/regno-delle-donne\/blog\/genealogie-femminili-lucia-vantini#.WjDiyWWa33c.facebook\">IL REGNO DELLE DONNE<\/a><\/p>\n<div><i>Festa con Atto accademico al Pontificio ateneo Sant\u2019Anselmo per i settant\u2019anni della biblista Marinella Perroni, fondatrice e prima presidente del Coordinamento Teologhe Italiane, a cui \u00e8 dedicata la miscellanea \u201cLa Parola e la Polis. Percorsi biblici, teologici, politici\u201d. Un compleanno che \u00e8 anche un\u2019occasione per riflettere sui legami tra donne.<\/i><\/div>\n<p><a name=\"more\"><\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<div>\u00c8 la sera dell\u201911 dicembre e al pontificio ateneo Sant\u2019Anselmo c\u2019\u00e8 festa. In occasione del settantesimo compleanno viene salutata con gratitudine per il suo lungo e fecondo insegnamento biblico <a href=\"http:\/\/alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it\/search\/label\/marinella%20perroni\">Marinella Perroni<\/a>, fondatrice e prima presidente del <a href=\"http:\/\/www.teologhe.org\/\">Coordinamento delle teologhe italiane<\/a> (CTI). Le viene ufficialmente consegnata una miscellanea scritta in suo onore, <a href=\"http:\/\/www.paoline.it\/blog\/musica-arte-e-cultura\/1974-la-parola-e-la-polis.html\">La Parola e la Polis<\/a> (edizioni Paoline), con gli interventi di ventiquattro studiose e studiosi riuniti dalla regia di <a href=\"http:\/\/alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it\/search\/label\/cristina%20simonelli\">Cristina Simonelli<\/a> e di Pius-Ramon Tragan, nella trama di un lavoro comune di stampo biblico, teologico e politico che ha coinvolto con entusiasmo diverse realt\u00e0: Sant&#8217;Anselmo, CTI, Biblia, ma anche amiche e amici.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il titolo gi\u00e0 dice chi \u00e8 Marinella: una donna che ha scommesso sulla potenza delle parole femminili che raccontano di una comunit\u00e0 che non esclude nessuna\/o. Al celebrativo atto accademico ci sono anche la scrittrice Michela Murgia e il teologo Antonio Autiero, che in un incantevole dialogo sul tema della soglia fanno risuonare la vita di Marinella biblista, docente, compagna di viaggio, amica, donna. Non si pu\u00f2 fare a meno di sentire l\u2019eco di infiniti attraversamenti nel tempo e nello spazio, ma anche di piacevoli e pensose soste ricche di incontri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Per le donne impegnate nella ricerca teologica questa \u00e8 stata l\u2019occasione per misurare quanto sono in grado di riconoscersi tra loro, e per sentire il peso dell\u2019eredit\u00e0 ricevuta dalle altre, da far fruttare ora e nel futuro. Nel linguaggio del femminismo, ci\u00f2 si chiama genealogia femminile.<\/div>\n<div><b><br \/>\n<\/b><\/div>\n<div><b>L&#8217;anima delle donne, il mito di Demetra e Persefone<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Uno dei miti maggiormente ripresi dalla riflessione delle donne, infatti, \u00e8 la storia di Demetra e di sua figlia Persefone, detta anche Kore. La ragazza viene rapita dallo zio Ade, che regna nella tremenda oscurit\u00e0 degli inferi. L\u2019uomo la porta a forza con s\u00e9 nel suo mondo senza luce e la sposa, indifferente al rifiuto e alla sofferenza di colei che ha scelto come moglie. Una volta scesa laggi\u00f9, Persefone si vede offerta della frutta. Lei non ha alcun appetito, prende solo alcuni semi di melograno. Non sa che con quel gesto sar\u00e0 costretta a restare per sempre nell\u2019oltretomba.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La madre Demetra \u00e8 disperata per quella figlia lontana e in una situazione cos\u00ec infelice. Dea della fertilit\u00e0 e dell\u2019agricoltura, da quel momento smette di garantire il rigoglio della natura e scatena un gelido e interminabile inverno, dove tutto sembra morto. Come sappiamo, nella vicenda poi si apre uno spiraglio: non avendo mangiato un frutto intero, Persefone rimarr\u00e0 negli inferi solo per alcuni mesi, e per il resto dell\u2019anno potr\u00e0 tornare sulla terra. \u00c8 cos\u00ec che si spiega il ritmo delle stagioni: primavera ed estate sono quelle in cui madre e figlia tornano insieme, e per la gioia di Demetra tutta la natura si rianima.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Con questo racconto mitologico viene messo in scena il legame tra donne come qualcosa di ostacolato dal buio di una pretesa senza piet\u00e0, che lo interrompe continuamente. \u00c8 una forma di violenza concreta e simbolica, che prevede una strana forma di consenso femminile: Persefone, non si sa bene perch\u00e9, mangia quei semi e si compromette il futuro. Finisce per portare dentro di s\u00e9 qualcosa di quel mondo umbratile e vi si lega, seppure in modo doloroso. Cos\u00ec si condanna a vivere in due realt\u00e0 scollegate, che la costringeranno a un triste bilinguismo per esprimere se stessa, e a una diversa dilatazione delle sue stesse pupille, quando dovr\u00e0 guardarsi intorno.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ai femminismi questa storia ha sempre parlato della necessit\u00e0 di ritrovare i legami tra donne, per poter attraversare i contesti difficili e cupi senza consegnarsi completamente, e per ereditare saperi, pratiche, desideri imprevisti. La nostra cultura occidentale ha scoraggiato questo movimento, gettando nell\u2019ombra dell\u2019insignificanza tutto ci\u00f2 che rimanda al debito contratto verso l\u2019altra. Allora la storia \u00e8 andata avanti cos\u00ec, nella certezza che il sapere pi\u00f9 fine \u00e8 quello della tradizione patriarcale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Qui il Dio di certa teologia \u2013 che non ha sesso ma ha il volto del maschio \u2013, l\u2019Essere della filosofia \u2013 che in teoria \u201csi dice in molti modi\u201d ma poi ne trova uno solo \u2013 e il soggetto della vita \u2013 che sembra neutro ma parla una lingua da uomini \u2013 stabiliscono che cosa \u00e8 degno di essere guardato, pensato, detto e fatto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il coraggio di essere s\u00e8 stesse<\/div>\n<div>La primavera e l\u2019estate \u2013 emblema di un tempo che ci trova unite \u2013 non \u00e8 certamente senza fatica. Ci sono molte differenze tra noi, e non \u00e8 leggera la forza che viene dall\u2019autorit\u00e0 dell\u2019esperienza. Si avverte che con il sapere e la storia dell\u2019una, si riceve anche il sudore con cui si paga il coraggio di essere s\u00e8 stessi. Ce lo ricorda la poetessa africana Audre Lorde, la nostra sorella outsider, titolo di un testo che raccoglie alcuni scritti politici (Sorella Outsider, il dito e la luna, 2014).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nei suoi scritti lei racconta di come sua madre le abbia insegnato a sopravvivere, anche con i suoi silenzi di isolamento, rabbia, diffidenza, rifiuto di s\u00e9, tristezza: \u00abMia madre mi ha messa al mondo come se incidesse nel marmo un messaggio di rabbia\u00bb. Ma \u00e8 cos\u00ec che si \u00e8 trasformata in una \u201cguerriera\u201d del senso, impegnata in una battaglia che si fa con le parole, affinch\u00e9 possano ospitare la propria storia e quella di altre e di altri. Tra queste guerriere c\u2019\u00e8 Marinella Perroni, che ha studiato, interpretato, e commentato la Scrittura come orizzonte di benedizione, sciogliendo nodi patriarcali e aprendo uno spazio abitabile anche per le donne. In questo lavoro, non si \u00e8 risparmiata n\u00e9 la lucidit\u00e0 della critica n\u00e9 la fatica della parresia, ma sempre all\u2019interno di legami forti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Immergersi nella genealogia femminile, allora, significa lasciarsi contagiare anche da questa sua forza di resistenza e di rigenerazione creativa, una forza che alla fine non \u00e8 solo mia, tua o sua, perch\u00e9 circola l\u00e0 dove siamo capaci di riconoscere le buone profezie. Le feste allora si moltiplicheranno e potr\u00e0 essere ancora una volta primavera. \u00c8 la vita che riprende, il futuro che inizia ad accadere, il fuoco della profezia che comincia a scaldare.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La teologia viene allora rigenerata da ogni atto di incarnazione nella parzialit\u00e0, di donne e di uomini, che non ha solo il sapore del limite perch\u00e9 \u00e8 anche uno s-partire.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucia Vantini &#8220;Genealogie femminili&#8221; IL REGNO DELLE DONNE Festa con Atto accademico al Pontificio ateneo Sant\u2019Anselmo per i settant\u2019anni della biblista Marinella Perroni, fondatrice e prima presidente del Coordinamento Teologhe Italiane, a cui \u00e8 dedicata la miscellanea \u201cLa Parola e la Polis. Percorsi biblici, teologici, politici\u201d. 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